Posted on : 05-08-2008 | By : daniele | In : Lebanon
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L’avventura si è chiusa ormai da qualche giorno. Il lavoro in BDL è stato importante per me e quello che mi resta è un’esperienza umana e professionale impagabile. I racconti di questo mio viaggio in medio oriente, pubblicati a mozzichi e bocconi su queste pagine sono stati letti da un bel po’ di persone, ne sono seguite domande, sensazioni, da parte di alcuni addirittura qualche complimento che mi acchiappo con piacere ma che non era certo il motivo per cui avevo deciso di scrivere.
Ci sono situazioni che sono o diventano importanti per una miriade di fattori. In una difficilissima chiacchierata in inglese, al 961 di Gemmayze a Beirut, una settimana fa, ho fatto un po’ la voce fuori dal coro, ammettendo candidamente e fermamente che non mi sento per niente “animale” nei miei comportamenti umani. Credo che in qualche maniera il bisogno di scrivere su queste pagine e l’interesse di chi legge, mi dia ragione. E credo anche che tutto quello che ho raccontato, se fosse accaduto fuori dai rapporti umani che ho la presunzione di essere riuscito ad instaurare, sarebbe stato poca cosa se non niente.
Ed è per questo che, prima di ogni altra parola, ho la necessità di strizzare l’occhio alle persone che ho incontrato in questa fetta di vita durata 28 giorni: Fabio, Pierpaolo, Alberto di Wedjaa, Bashir, Marwan e Tony di Quantech e, “last but not least”, il nostro Marinelli. Ci ho diviso un bel po’ di cose che non si leggono assolutamente solo “lavoro” e ho scoperto che ne è valsa la pena.
Posted on : 26-07-2008 | By : daniele | In : Lebanon
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Mi avvio ad entrare nell’ultima settimana libanese, fra esattamente 8 giorni sarò di nuovo a casa e saranno passate quattro settimane, volate via in un fiato. Da ieri l’unico italiano nel residence sono io: Pierpaolo è partito ieri notte e gli altri ragazzi non saranno a Beirut prima di lunedì pomeriggio. Si apre anche la settimana decisiva per la conclusione del mio lavoro in BDL, il motivo per cui sono qui. Ancora molte le cose da fare: ci sarà da stringere i denti.
Ho la sindrome del primo post, in cui ho tanto da dire e rimando continuamente di scrivere, perchè non so da che parte cominciare. E di nuovo mi trovo a dire: proviamoci.
Posted on : 21-07-2008 | By : daniele | In : Lebanon
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Comincia la mia terza settimana a Beirut e ho la sensazione di perdermi qualcosa. Mi rendo conto ogni giorno che passa che il Libano è un Paese denso di decine e decine di contraddizioni a volte per me incomprensibili, nelle quali, eppure, i libanesi vivono da sempre trovandole normalissime.
In realtà per larga parte le mie incomprensioni sono dovute ad una ignoranza di base ed enorme sul mondo arabo che credo di condividere con tantissime altre persone. Una ignoranza che, come tutte le ignoranze, non può unire, finisce per dividere.
Posted on : 19-07-2008 | By : daniele | In : Lebanon
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Sono indubbiamente fortunato. Sono a Beirut probabilmente nel momento migliore degli ultimi suoi due anni di storia; forse anche più di due anni. Quando me lo fanno notare rispondo che è la storia dell’opensource: noi portiamo la calma, giochiamo sul velluto.
Parlo molto coi colleghi italiani che sono qui da tempo e con quelli libanesi che ci vivono da sempre. Perchè la Beirut che vedo oggi (ripeto, fortunatamente) maschera le cicatrici con una vita assolutamente incredibile e forse inaspettata. Downtown, il centro della città, è isola pedonale e raccoglie migliaia di persone in pochissime vie, tutte le sere, che sembra di stare a Via Condotti il sabato pomeriggio. Sembra impossibile che solo due mesi fa, lo stesso posto, le stesse vie, fossero presidiate dai soldati, sorvegliate dall’accampamento Hezbollah in Martyrs’ Square, protette da filo spinato. Negozi, ristoranti, discoteche, locali chiusi al pubblico, saracinesche abbassate. E ti immagini tutto quel rumore, quando ci passi, trasformarsi nel silenzio di una città fantasma. Fai una fatica immane.